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Giardini PDF Drucken E-Mail

Stando alla fredda definizione del vocabolario  il giardino e un appezzamento di terreno adibito alla coltivazione di piante, con finalità ornamentale; questa frase sintetica ed “asettica” lascia una enorme lacuna sulla comprensione di ciò di cui parliamo.
Tra i più antichi documenti storici che descrivono giardini ornamentali troviamo le pitture murali egizie che risalgono al 1500 a.C. e possiamo affermare che tutte la grandi civiltà che si sono succedute nei secoli, hanno sviluppato l'arte del giardino, dando luogo in ogni parte del mondo, a scuole di giardinaggio con caratteristiche peculiari, capaci di “incantare” l'ospite.
La nostra azienda, vanta esperti capaci di progettare, realizzare e manutenere giardini negli stili più rinomati.

Giardino all'italiana:
Nato intorno al XV secolo nell'Italia centrale e poi diffuso in tutta la penisola, la massima espressione di questo stile sono i Giardino di Boboli a Firenze e il parco della reggia di Caserta.
I viali vengono utilizzati come assi prospettici per esaltare gli effetti panoramici creati da terrazze, scalinate.
Le bordure, le siepi,  e le alberature sono spesso potate in modo da assumere forme geometriche (arte topiaria)


Giardino alla francese:
Con il Re Sole alla corte di Versailles nasce la denominazione di giardini alla francese, uno stile fortemente influenzato dai giardini all'italiana dal quale si differisce per essere sviluppato in piano o su dolci declivi (mancano i terrazzamenti), per ovvie ragioni di differente orografia del terreno, vengono introdotti viali più ampi e grandi canali d'acqua, altra caratteristica peculiare sono i “parterre de broderie” disegni creati sulle aiuole con terre colorate (giallo, rosso, marrone, bianco).


Giardini all'inglese:
Nel XVIII secolo in Inghilterra nasce lo stile del giardino paesaggistico, completamente differente dal giardino alla francese e all'italiana quello all'inglese crea un ambiente verosimilmente “naturale”.
Vengono abolite l'arte topiaria, i terrazzi, i viali, i canali artificiali, questi vengono sostituiti da dolci pendii inerbiti, alberi in piccoli gruppi o isolati, ruscelletti, e piccoli laghi artificiali nei quali si specchiano false rovine in stile classico.

 

Giardino Inglese

Giardino all'inglese


Giardino cinese:
Risalgono al secondo millennio a.C. I documenti storici più antichi relativi ai giardini cinesi, già in periodi antichissimi i principi orientali, destinavano ampi territori a riserve di caccia, arricchendoli con laghi, colline e terrazze artificiali.
La ricerca dell'immortalità e dell'armonia con l'universo; argomenti fondamento della filosofia taoista, associati ad un periodo politicamente turbolento spinsero i potenti del tempo verso la contemplazione della natura.
Tale filosofia influenza ancora oggi la tradizione cinese.
I giardini cinesi, quindi, si svilupparono basandosi su uno o più elementi, di natura contemplativa, come montagne, laghi o isole, luoghi dimorati da dei o semidei nella mitologia orientale.


Giardino giapponese:
L'arte del giardino giapponese prende spunto, almeno nel suo primo periodo, dal “continente cinese”.
Stiamo parlando del periodo Heian (794-1185 d.C.), tradotto letteralmente montagna-acqua; quando ampie superfici venivano allestite sul lato meridionale delle abitazioni patrizie; colline artificiali erano create sbancando il terreno e gli invasi originati erano colmati d'acqua per creare laghi, ruscelli e isole artificiali collegate alla terra ferma da bassi ponticelli in legno.
A volte la magnificenza di tali realizzazioni permetteva anche la navigazione dei bacini artificiali.
La vegetazione, piante e fiori di tipo spontaneo erano distribuite apparentemente in modo casuale.
Di questi giardini giapponesi dedicati al puro godimento dello spirito senza alcun connotato religioso, almeno fino all'avvento del buddismo, a noi non è arrivato quasi nulla, solo qualche porzione a margine di alcuni templi di Kyoto.
Nel periodo Kamakura (1185-1338 d.C.) e Muromachi (1338-1573 d.C.) quando si verificarono guerre feudali tra i potentati del tempo si sviluppò il giardino giapponese secco e piatto in cui l'elemento vegetale fu quasi abolito, sostituito da sabbia o ghiaia rigorosamente monocromatica rastrellata in modo geometrico.
Il giardino giapponese, del periodo Kamakura e Muromachi, aveva assunto un connotato marcatamente religioso (Buddista Zen) tanto che ad edificare questi luoghi non erano più i nobili ma i monaci.
L'epoca Momoyama (1573-1603 d.C.) vide crescere l'interesse nella bevanda del tè apprezzata per la sua capacità di tenere svegli durante la meditazione.
Presto da moda si trasformò in culto vero e proprio con una sua cerimonia (cerimonia del tè), insieme a questo rituale nacque il giardino giapponese del tè con lo scopo di preparare gli ospiti ad avvicinarsi al mondo del tè.
Il giardino del tè era inteso come un rifugio segreto, immerso nel verde, capace di trasmettere sollievo nel visitatore, è in questo periodo che fanno la comparsa arredi quali lanterne, piccole vasche in pietra usate per raccogliere un rivolo d'acqua, in cui ci si sciacqua le mani e la bocca per una purificazione simbolica prima della cerimonia.



 

 


Giardino arabo

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